lunedì 5 giugno 2017

0 5 GIUGNO 1975: RICORDANDO MARA CAGOL

Che c’entrava con le Brigate Rosse? Niente che la inquadrasse nel "profilo tipico" della “terrorista”, nessun segno di devianza sociale, bella, intelligente, colta, di famiglia benestante. Per i giornali non poteva essere altro che “la moglie di Curcio”, vittima sprovveduta di una fatale debolezza d’amore.
“[…] Milano è per me una grande esperienza. Questa grande città che in un primo momento mi è parsa luminosa, piena di attrattive, mi appare sempre di più come un mostro feroce che divora tutto ciò che di naturale, di umano e di essenziale c’è nella vita. Milano è la barbarie, la vera faccia della società in cui viviamo. […] Questa società, che violenta ogni minuto tutti noi, togliendoci ogni cosa che possa in qualche modo emanciparci o farci sentire veramente quello che siamo (ci toglie la possibilità di coltivare la famiglia, di coltivare noi stessi, le nostre esigenze, i nostri bisogni, ci reprime a livello psicologico, fisiologico, etico, ci manipola nei bisogni, nell’informazione, ecc. ecc.) ha estremo bisogno di essere trasformata da un profondo processo rivoluzionario. (Mara Cagol)
“Margherita per due anni è stata il dirigente più autorevole della colonna di Torino, composta di operai, e chi conosce gli operai della Fiat sa che ci vuole qualcosa di più che due occhi verdi, bellissimi fra l'altro, per farsi rispettare da loro”. (M. Moretti)


Da Silvia De Bernardinis



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