martedì 11 luglio 2017

0 11 luglio, giorno di ricordo, di vicinanza e di rabbia. Maria Soledad Rosas “ Sole “ – 11 luglio 1998.

Manette ai polsi, dito medio alzato in segno di sfida. Torino, 1 aprile 1998. La foto della giovane argentina che esce dall’obitorio dopo l’ultimo saluto al suo compagno finisce sui giornali. Maria Soledad Rosas, Sole per gli amici, ventiquattro anni. Lui Edoardo Massari, detto Baleno, trentacinque. Impiccatosi in una cella del carcere Le Vallette. Anarchici, squatter, arrestati il 5 marzo con Silvano Pelissero. I Lupi grigi presi nei centri sociali, scrive la stampa. Sigla dai contorni confusi, che gli inquirenti riconducono all’area anarco-insurrezionalista. Piccoli sabotaggi No Tav. Inizi di una resistenza che in seguito coinvolgerà un’intera valle.
In Italia Soledad arriva nel giugno Novantasette. Il mondo è tanto grosso, ma c’è un posto per ognuno, e io penso che ho trovato il mio. Va a vivere all’Asilo occupato di via Alessandria, a Torino. Partecipa a iniziative in favore dei prigionieri politici, si interessa di ecologia. Poi si trasferisce nella Casa di Collegno, con Edo e Silvano. La sistemano con materiali sottratti ai cantieri, prendono il cibo nei supermercati e la benzina dalle macchine in sosta. Presto nasce l’amore fra Sole e Edo.
Dal gennaio ’98 i tre sono controllati. Telecamere, microspie. Pericolosi nemici, per lo Stato. Una responsabilità troppo pesante per le loro vite ribelli.
Il 5 marzo vengono arrestati. Accusati di partecipazione a banda armata, poi trasformata in associazione sovversiva. Detenzione di armi, esplosivo, furti, ricettazione.
Banda armata è la polizia. Ecoterroristi sono quelli del Tav che devastano la valle per aumentare il loro controllo. Noi siamo guerrieri ripete Sole dall’isolamento.
Ad aprile ottiene gli arresti domiciliari in una comunità. Pratica yoga, cura l’orto. Scrive. Nessuna riconciliazione con questa società, nessun dialogo. Solo la guerra. Ho scelto un nemico molto grande, …devo trovare la maniera giusta di combattere… Non ho paura. È la mia unica ragione di vita.
L’11 luglio si toglie la vita dopo una serata con gli amici.

I RIBELLI

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