mercoledì 19 luglio 2017

0 Ciao poliziotto! Sono una dei manifestanti che a luglio 2001 era a Genova, ricordi?

Ciao poliziotto! Sono una dei manifestanti che a luglio 2001 era a Genova, ricordi?
Sono una di quelle che cercava di spiegare ai suoi concittadini perché eravamo lì, ero io quella che insieme ai miei compagni gridava che non era giusta una globalizzazione selvaggia senza globalizzazione dei diritti, che non potevamo continuare a chiudere gli occhi davanti ad un mondo che si arricchisce selvaggiamente lasciando la maggior parte della popolazione sotto la soglia di povertà, che non potevamo accettare che otto potenti decidessero le sorti dell’intero pianeta senza che nessuno li avesse legittimati a farlo, che era l’ora di gridare “BASTA” ad un sistema disumanizzante e perverso.
Ero uno di quelle che cercava di spiegare anche a te che la soluzione poteva essere una lotta pacifica contro un sistema che schiaccia me come te.
Ricordi? Io ricordo tutto! Ricordo che, nella migliore delle ipotesi, alle mie istanze la tua risposta era " non voglio nemmeno sentire non sono problemi miei, sono qui a fare il mio lavoro", ma di “migliori ipotesi” non ce ne sono state molte, ricordi?
Le tue risposte sono state, nella larga maggioranza dei casi, manganellate in testa, in faccia, alla schiena, alle gambe, fino a vedere il sangue e poi ancora e ancora, “puttana, ti ammazzo!”, “zecca bastarda comunista”, fino a lasciarci sanguinanti, fratturati, terrorizzati, piangenti.
Fino a spararci addosso, ricordi?
Ricordo che alla sera, dentro la Diaz, i compagni erano a terra e voi attorno, da soli o in gruppo, con la faccia stravolta, gli occhi vitrei, quasi come se godeste del dramma che si stava consumando, delle ossa che stavate spezzando, del sangue che stava scorrendo.
Io ricordo tutto, e ricordo che il casco non lo toglieste nemmeno per un momento, ricordo che i manganelli erano ben saldi nelle vostre mani. Oggi ho visto delle scene, e mi viene spontaneo chiedermi, perché? Perché oggi si è allora no? Cosa è cambiato? Forse eravamo stati noi a non sapervi convincere? Qualcuno dice che è per il colore che porto in giro con tanto orgoglio, beh forse sarà così o forse no, non lo so, ma quello che so e che a breve ci rincontreremo, perché i nostri problemi sono sempre li è la nostra voglia di lottare e sempre viva. Ebbene quando quel giorno arriverà, e fidatevi che non aspetteremo molto, vedremo se davvero qualcosa è cambiato oppure, come dicono i maligni, oggi pomeriggio la differenza l'ha fatta il colore di una bandiera.

I RIBELLI

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