lunedì 3 luglio 2017

0 Il 4 luglio 1889 nasce a Porto Civitanova, Macerata, l’Anarchico Nicola Recchi.


Nel 1908 espatria per l’Argentina in cerca di lavoro. Ritorna per un breve periodo in Europa, prima di recarsi negli Stati Uniti. Qui partecipa attivamente alle lotte sociali nella zona di Ludlow, (Il massacro di Ludlow, Colorado, avvenne il 20 aprile 1914, a seguito della feroce repressione degli scioperi dei minatori da parte delle guardie private dei proprietari delle miniere, guidati dalla colorado fuel e la iron company della famiglia rockefeller, spalleggiata dalla guardia nazionale, che si astenne dall'intervenire, assistendo sul posto alla carneficina. Furono ventuno le persone uccise dai miliziani, fra cui dodici fra donne e bambini: fu il crimine di stato USA più efferato contro la lotta sindacale dei minatori) e in questo periodo Recchi perde la mano sinistra. Rientra in Italia alla fine della guerra e a Civitanova gestisce una piccola edicola. I fascisti si occupano subito di lui, prima aggredendolo dentro la propria casa e poi distruggendogli per ben due volte l’edicola. Costretto ad espatriare, decide di ritornare in Argentina. In seguito al golpe del generale uriburu e a infiltrazioni fasciste provenienti dall’Italia, Recchi è arrestato il 30 maggio 1932 con l’accusa di aver ospitato un sospetto di omicidio. Torturato per diverse settimane, viene rilasciato sotto sorveglianza e agli inizi del 1936 rimpatriato. In Italia è subito condannato a tre anni di confino per attività antifascista e spedito nella colonia di Ventotene. Pochi mesi dopo esser stato liberato, viene nuovamente arrestato ed inviato alla colonia penale di Pisticci, Matera. Terminata la guerra ritorna in Argentina. Muore il 29 giugno 1975 a Buenos Aires in totale povertà.
 Ⓐ Walter Ranieri

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