venerdì 10 febbraio 2017

0 L’11 febbraio 1888 nasce a Sulmona l’Anarchica Virgilia D’Andrea.

Scrittrice e poetessa. Divenuta orfana in tenera età, viene affidata ad alcune parenti religiose che le impartiscono, in un convento, un’educazione eccessivamente autoritaria e bigotta. L’unico motivo d’interesse sono le letture di Leopardi, Ada Negri e Carducci. Quando Gaetano Bresci giustizia umberto 1° e le monache costringono le ragazzine a pregare per il “re buono”(il mandante della strage della folla milanese che chiedeva il pane), Virgilia parteggia per l’Anarchico vendicatore. Conseguito il diploma di maestra, inizia ad insegnare nei piccoli paesi abruzzesi dimenticati dalla realtà sociale. Antimilitarista convinta, all’inizio della prima guerra mondiale entra definitivamente negli ambienti Anarchici dove conosce l’Anarchico Armando Borghi, confinato in Abruzzo, che sarà il compagno per tutta la sua vita. Nonostante sia sorvegliata dalla polizia, continua a dirigere il giornale “Lotta di Classe” e a scrivere su Umanità Nova. Nell’ottobre del 1920, viene incarcerata per “cospirazione contro lo stato”. Una volta libera dà alle stampe il suo libro, “Non sono vinta”, dimostrando una fermezza di carattere e una purezza d’ideali difficili da piegare con la repressione. Continua a pubblicare su giornali, scrivere libri e poesie. Si sposta a Berlino, Amsterdam ed infine a Parigi dove diventa capo-redattrice di “Veglia”, rivista Anarchica. Nel 1928 è negli Stati Uniti dove inizia un’intensa attività di propaganda, scrivendo per “L’Adunata dei Refrattari”, storico giornale Anarchico statunitense in lingua italiana. Nei suoi scritti e nei suoi comizi, Virgilia denuncia la religione e la patria come le due cause principali che stanno alla base dell’oppressione politico-sociale e del fascismo stesso. Muore il 12 maggio del 1933 a New York.

fonte : Ⓐ Walter Ranieri Ⓐ

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