lunedì 6 febbraio 2017

0 Palestina, l’UAWC vince contro l’ostruzionismo d’Israele


06.02.2017 - Antonietta Chiodo

L’UAWC (Union of Agricultural Work Committees) nasce grazie alla forza di gruppi volontari costituiti da agricoltori e agronomi per la tutela dei diritti dei contadini e dei territori palestinesi. A causa della confisca delle terre e dell’acqua da parte dello stato d’Israele migliaia di ettari coltivabili rischiano di scomparire. La politica israeliana di oppressione ed intimidazione nei confronti della popolazione palestinese ha portato sino ad oggi alla distruzione di centinaia di piante di ulivi, con il conseguente disastro economico per numerose famiglie, trovatesi improvvisamente senza fonti di sostentamento.
L’UAWC tutela non solo degli agricoltori della zona della West Bank palestinese, ma anche i pescatori residenti nella striscia di Gaza.  L’organizzazione fondata nel 1968 rende noti i dati positivi dell’anno 2016, con 30.000 agricoltori e pescatori che hanno potuto godere di progetti grazie a cui 1.900 ettari sono stati salvati dalla confisca del governo israeliano, 105 chilometri di terreni agricoli sono stati aperti e riabilitati e  la raccolta dell’acqua è aumentata per un totale di 32,620m3. Questi risultati sono concentrati in aree classificate come C in Cisgiordania e zone di confine nella Striscia di Gaza e sottolineano il legame tra il valore produttivo e il valore storico e nazionale palestinese.
E’ importante evidenziare l’ampliarsi dei rapporti tra le organizzazioni palestinesi e quelle estere a tutela dei lavoratori; nel 2016 molti progetti si sono realizzati grazie alla collaborazione con l’organizzazione La Via Campesina,  a tutela anche delle popolazioni Indios. La collaborazione tra le due organizzazioni è riuscita a ottenere ottimi risultati nonostante i finanziamenti limitati e l’ostruzionismo da parte del governo israeliano nelle sedi internazionali. Anche quest’anno è stata commemorata la giornata della terra, con la presenza di oltre 1.000 agricoltori. L’UAWC è responsabile della gestione burocratica de La Via Campesina nella regione, come unico membro arabo del movimento internazionale che rappresenta più di 200 milioni di agricoltori in tutto il mondo.
Il direttore e responsabile dei progetti Fuad Abu Saif osserva che ben 29 progetti per cui sono stati stanziati i finanziamenti hanno raggiunto un esito positivo, distribuendo i proventi tra i 9 governatorati della Cisgiordania, 5 governatorati della Striscia di Gaza, 95 località comprendenti villaggi e città in Cisgiordania e 20 nella Striscia di Gaza.
Questi progetti hanno contribuito allo sviluppo del settore agricolo, aumentando così il reddito delle famiglie e ala bonifica dei terreni, resi in passato inutilizzabili dalle incursioni armate e sotto la continua minaccia di confisca. Nei mesi scorsi sono stati distribuiti viveri alle famiglie ridotte in povertà a causa dell’impossibilità di coltivare la propria terra per i veti imposti da Israele. Il rapporto evidenzia inoltre la costruzione di 95,000m2 di muri di sostegno fino a 27.142 mila giorni di lavoro per la protezione del suolo.
Si è aggiunta nell’ultimo anno la cooperazione con operai per la manutenzione stradale, rendendo così nuovamente agibili 105 km di strade agricole, consentendo la distribuzione di migliaia di piantine agli agricoltori e facilitando così la coltivazione di 26.000 ettari di terreni agricoli. Non è stato ovviamente sottovalutato il problema dell’acqua per una popolazione che si trova obbligata ad arrangiarsi oramai da anni con contenitori di fortuna a causa dei blocchi israeliani, lasciando spesso le abitazione, le scuole e gli istituti senza altre soluzioni. La raccolta di acqua potabile e per irrigazione ha raggiunto i 32.620m3 (22.070m3 nella sola zona della Cisgiordania e 10.550m3 nella Striscia di Gaza) grazie alla creazione di tre punti di raccolta per l’acqua piovana, con una capacità di 6.000m2 per cisterna nel recupero inoltre delle acque sotterranee. Vanno citate inoltre la costruzione di 161 pozzi di raccolta delle acque e la riabilitazione di 41 pozzi artesiani e 11 sorgenti d’acqua.  I dati divulgati dall’UAWC evidenziano la creazione di 62 chilometri di condotte idriche, con la fornitura agli agricoltori di 450 sistemi di irrigazione a goccia e la distribuzione di 90 serbatoi d’acqua. Tutte queste attività hanno portato a ridurre il costo di una tazza d’acqua in media del 15%. L’irrigazione di 8.000 ettari di terreni agricoli ha aumentato il reddito medio degli agricoltori almeno del 15%.
In termini di sviluppo del bestiame l’UAWC può vantare tra il 2016 e il 2017 un aumento del terreno da pascolo e un allevamento di pecore di cui beneficiano ad oggi 200 agricoltori, oltre a fornire le vaccinazioni e le vitamine a 24.000 capi di pecore e la  distribuzione di 19 tonnellate di semi di foraggio. Sulla Striscia di Gaza si è riusciti a rendere nuovamente utilizzabili ben 40 imbarcazioni e 80 reti da pesca. L’organizzazione per la tutela delle terre e dell’ambiente ha espresso sin dall’ inizio dell’anno 2016 l’intenzione di partecipare alle questioni del cambiamento e dei meccanismi di adattamento.
I responsabili ed il Cda dell’organizzazione a sostegno dell’agricoltura e della sicurezza dei lavoratori palestinesi ci tengono a precisare che lo slogan dell’UAWC resterà inalterato nel tempo: “Proteggere le nostre terre e sostenere i nostri agricoltori”.

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