mercoledì 3 maggio 2017

0 Il 4 maggio 1897 nasce a Gualtieri, Reggio Emilia, l’Anarchica Giovanna (vero nome anagrafico è Giovannina) Caleffi, meglio conosciuta come Giovanna Berneri.


Nella foto Giovanna con la figlia Maria Luisa.
Nel 1916 incontra l’Anarchico Camillo Berneri, figlio della sua insegnante, la scrittrice Adalgisa Fochi. Camillo si sposta ad Arezzo, dove in quel momento insegna la madre Adalgisa, e Giovanna lo raggiunge dopo circa un anno. I due si innamorano e si sposano, col permesso scritto dei genitori, perché entrambi minorenni, il 4 novembre 1917 a Gualtieri. Nel il 1918 e 1919, nascono due figlie, Maria Luisa e Giliana. Camillo Berneri è aggredito dai fascisti ripetutamente e, dato che non ha giurato fedeltà al regime, è allontanato dal suo lavoro di professore, e nell'aprile del 1926 ripara in Francia. Dopo alcuni mesi, Giovanna lo raggiunge con le due figlie. Camillo viene arrestato e successivamente espulso dalla Francia. Nel 1933 Giovanna riesce ad avere in gestione una drogheria, e ben presto il locale si trasforma in luogo d’ incontro ed interscambio di notizie per gli Anarchici fuoriusciti: per tutto ciò, e per essere soprattutto moglie di Camillo Berneri, è soggetta a stretti controlli da parte dei poliziotti e dei servizi preposti dal ministero degli interni francese. All’inizio della guerra di Spagna, Camillo raggiunge la Catalogna per combattere assieme ai miliziani Anarchici. Il 5 maggio del 1937, Camillo viene trucidato dagli sgherri di stalin. Da quel momento Giovanna inizia ad avere contatti con i fuoriusciti Anarchici negli Stati Uniti. Inizierà a scrivere per il giornale Anarchico di Boston Controcorrente e L'Adunata dei Refrattari. Nel 1938 fonda il Comitato Camillo Berneri, che pubblica una raccolta del marito intitolata Pensieri e Battaglie, con la prefazione di Emma Goldman. Nel 1940 la Francia è invasa dai nazisti. Giovanna viene arrestata e incarcerata per tre mesi nella prigione de La Santé, per poi, nel febbraio del 1941 essere trasferita in Austria. Dopo alcuni mesi di carcere, e a seguito di ripetuti spostamenti, viene deportata in Germania dove rimane in prigione per cinque mesi. Dopo altri trasferimenti in varie carceri tedesche, è condotta nuovamente in Austria per essere consegnata ai fascisti: instradata in Italia, viene successivamente condannata ad un anno di confino a Lacedonia con l'accusa di aver svolto attività sovversive all'estero contro il regime. Scontato il confino, l'Anarchica fa perdere le sue tracce nel meridione d'Italia e ritorna a Gualtieri ma, per timore che possa riprendere i contatti con la rete di Anarchici e antifascisti (già attivi nella resistenza francese), le autorità non le concedono il passaporto per la Francia. A Gualtieri ritrova Cesare Zaccaria, amico di vecchia data della famiglia Berneri-Caleffi, e va a vivere con lui. Nel frattempo sopraggiunge il 25 luglio 1943 e la caduta del fascismo. Di notevole interesse è la lettera scritta da Giovanna nell'aprile del 1945 al gruppo Anarchico che fa capo alla Federazione Comunista Libertaria di Livorno, in cui esprime la propria contrarietà all'ipotesi che la Federazione Comunista Libertaria di Livorno entri nell'organizzazione livornese del CLN, ricordando l'esperienza di Spagna e soprattutto le lotte a Barcellona, nel maggio 1937, contro i comunisti stalinisti. La Caleffi ha infatti compreso che in quel momento storico la linea del PCI, forza dominante nel CLN livornese, non può essere altro che filo-stalinista data anche l'egemonia assoluta di Palmiro Togliatti nel partito. La Caleffi nel 1956 si trasferisce nel sobborgo genovese di Nervi che, durante la Resistenza, è la base di operazioni di una formazione partigiana Anarchica, e dove viene trasferita la direzione di Volontà. Giovanna muore il 14 marzo 1962 a Genova-Nervi.
           Ⓐ Walter Ranieri
         

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