mercoledì 31 maggio 2017

0 Portella della Ginestra, 70 anni dalla strage del primo maggio.

Portella della Ginestra: 70 anni dalla prima strage di Stato in Italia.
Sul palco si sono alternati i segretari nazionali dei sindacati confederali: interventi che alternavano le parole lavoro, diritti, dignità e libertà, in una continua combinazione di questi quattro lemmi e intercalati dalla sterile lettura di tutta una serie di articoli della costituzione; svuotando di significato sia le parole che gli articoli.
Alla fine il succo si riduce a "il lavoro rende liberi" (scrivetelo in tedesco, anche nei campi di lavoro/sterminio campeggiava questa frase).
Come potete voi sindacati confederati parlare dei martiri di Portella?
Come potete parlare delle morti bianche e dei diritti dei lavoratori se avete svenduto le classi lavoratrici, gli studenti, i giovani e i precari, asservendoli sempre di più allo slogan "produci consuma crepa"?
Perché c'è la crisi, perché c'è il terrorismo, perché c'è bisogno della solidarietà nazionale, perché c'è sempre qualche governo-padrone da accontentare, perché è giusto creare la guerra tra classi lavoratrici e sociali sempre da spendere per il vostro tornaconto.
La vostra presenza su quel palco a ripetere sterili litanie ci fa sentire espropriati: dai luoghi nella nostra memoria: memoria di lotte, fatta con il sangue dei compagni.
Noi precari, lavoratori, disoccupati, studenti, noi sfruttati, oppressi e repressi, il nostro diritto alla parola, che provate ad espropriare, lo riconquistiamo quotidianamente nei picchetti, negli scioperi, nelle piazze, nelle occupazioni: perché il sangue versato a Portella è il nostro stesso rosso sangue.
La vostra è solo una sterile voce.
Il nostro cuore, dopo tanti anni, è a Portella.
È nella pietra e nel sangue dei compagni ammazzati.

I RIBELLI

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